LE RETI DELLA SOLIDARIETA'
Coordinatori:
Jean-Claude Maire Vigueur - Universita di Roma Tre
Marco Folin - Universita di Genova
mail: mafolin@libero.it
Élisabeth Crouzet-Pavan - Université de Paris IV-Sorbonne
La citta occidentale, e in particolare la citta di antico regime, si caratterizza per la diversita e la ricchezza delle sue forme di vita associativa, nonché per la molteplicita degli attori che concorrono alla creazione di legami sociali di vario tipo: in parte di origine familiare, in parte indipendenti o addirittura in conflitto con le solidarieta parentali.
In effetti queste strutture associative rispondono a finalita o bisogni molto diversi fra loro, che vanno dalla ricerca di controllo territoriale intra muros da parte di famiglie eminenti all’associazionismo di carattere politico (societates popolari dei comuni italiani, fazioni, ‘monti’, partiti…), professionale (corporazioni, ‘scuole’, dopolavori…), culturale (accademie, associazioni studentesche…), cetuale (circoli nobiliari…), religioso e assistenziale (oratori, confraternite…), ludico e trasgressivo (compagnie, brigate…), sportivo, massonico ecc. ecc. Queste strutture non sono necessariamente il frutto di interessi compatti e coerenti; cio nondimeno, esse alimentano quasi sempre delle reti di solidarieta che si intersecano all’interno e anche all’esterno delle citta, condizionandone gli abitanti in modo piu o meno sensibile.
La sessione si propone di indagare questi fenomeni nei loro risvolti sociali, politici, culturali, a partire da un interrogativo di fondo: come interagivano le strutture associative cittadine da una parte e l’assetto fisico degli spazi urbani dall’altra? Come e in che misura le affinita familiari, corporative, cetuali ecc., concorrevano a condizionare per un verso la fisionomia materiale e l’immagine della citta, per altro verso gli usi sociali dello spazio e le relative trasformazioni?
Da questo punto di vista, sembrano delinearsi due distinti campi di indagine:
a. Come si riflettono le solidarieta di cui s’e detto – sia sul piano materiale, sia su quello degli usi e delle rappresentazioni – all’interno della citta, nei quartieri, nelle piazze e nelle strade, nel tessuto edilizio e sin dentro i singoli edifici? Possibili temi di discussione, oltre a quelli gia menzionati: legami di vicinato; strutture parrocchiali; strategie residenziali e insediative di gruppi e minoranze; politiche e normative in materia assistenziale…
b. Come si riflettono i medesimi fattori a livello inter-cittadino, nelle relazioni quotidianamente intessute da gruppi e individui in continuo movimento fra una citta e l’altra? Possibili temi di discussione: fazioni, consorterie, reti di relazione (a sfondo politico, clientelare, economico ecc.) ramificate a livello regionale, statale o internazionale; consorzi e leghe di citta/comuni/enti locali ecc.; compagnie commerciali con attivita a vasto raggio; famiglie/dinastie di artisti, mercanti, artigiani, funzionari ecc., itineranti fra diverse citta…
La sessione non si rivolge dunque solo agli storici delle societa urbane e ai sociologi, ma anche agli storici dell’architettura e della ‘citta di pietra’. A seconda dell’interesse suscitato dalla sessione, e dato il carattere potenzialmente molto vario degli argomenti considerati, i coordinatori non escludono di organizzare delle sottosezioni tematicamente e/o cronologicamente piu omogenee.