
Dopo la registrazione, clic sull'icona quì sopra. Per partecipare si possono inviare all'indirizzo di uno dei coordinatori tre tipi di proposte:
a) un intervento: in questo caso dovranno essere comunicati il titolo, un testo di presentazione di circa 1.000 battute e l’area di riferimento;
b) una sessione: in questo caso dovranno essere comunicati il titolo, un breve testo di presentazione, i nominativi di 3-4 persone - con l’indicazione dei titoli degli interventi e di un brevissimo testo di presentazione per ciascuno di essi - oltre all'area di riferimento;
c) un poster (composto di testo e immagini): in questo caso dovranno essere comunicati il titolo, un brevissimo testo di presentazione e l'area di riferimento; ai proponenti verra comunicato il formato standard da seguire. |
LE RETI DELL'ENERGIA
Coordinatori:
Roberta Morelli - Universita di Roma Torvergata
mail: morelli@lettere.uniroma2.it
Massimiliano Savorra - Universita del Molise
mail: massimiliano.savorra@unimol.it
I partecipanti sono invitati a interrogarsi sul tema della sessione secondo due filoni principali: eta preindustriale ed eta contemporanea.
Nel primo caso la rete energetica costituisce uno dei punti chiave di lettura della complessa trama urbana nell’epoca preindustriale. In economie e societa profondamente vincolate dall’utilizzazione di fonti di energia rinnovabili e soprattutto all’energia meccanica umana come animale, la citta diviene spesso il laboratorio ideale per le piu audaci sperimentazioni, oltre che per l’utilizzo e la moltiplicazione di risorse energetiche costantemente al limite. Emblematiche sono le macchine idrauliche come le gualchiere, i mulini che si diffondono in prossimita di canali, di rogge urbane a testimonianza di una vocazione industriale che si perfeziona nel tempo soprattutto per le lavorazioni tessili. I quartieri della citta preindustriale si costruiscono attorno alle fonti di questa energia indispensabile e l’organizzazione degli spazi dedicati alla tintura dei panni lani a Firenze o alla concia delle pelli o a alla filatura della seta per Bologna sono alcuni dei molti esempi che costellano la storia urbana italiana. Ma la citta rappresenta anche il luogo del consumo energetico, di legname dunque destinato alla combustione e la rete di approvvigionamento sigla e declina negli spazi prospicienti agli approdi dei fiumi interni alla citta come per il Porto di Ripa a Roma o alle porte cittadine una particolare e strutturale dipendenza della citta dal suo territorio circostante rimodellando spazi fisici e meccanismi economici dello scambio. La crescita della citta contemporanea e inscindibile dallo sviluppo delle reti dell’energia. Il gas destinato all’illuminazione e tra i primi servizi a penetrare nella citta. Usato a Londra e a Parigi nei primi anni del XIX secolo per alimentare i lampioni stradali, si diffonde rapidamente nelle altre citta. Il passaggio dall’illuminazione a gas a quella elettrica e l’introduzione delle tramvie elettriche costituiscono un momento eccezionale. Sul finire del secolo l’elettrificazione incide non solo sulla struttura del territorio e della produzione, ma trasforma anche la forma della citta e il comportamento urbano. Sul territorio si diffondono in una prima fase gli impianti costituiti da semplici opere di presa, da canali di derivazione e condotte forzate di modesto sviluppo, da centrali di produzione di piccole dimensioni direttamente collegate agli stabilimenti industriali. Tra Ottocento e Novecento si passa alla realizzazione di numerosi bacini di raccolta e alla costruzione, soprattutto nel periodo successivo, di imponenti laghi artificiali. L’inserimento nel territorio delle opere idrauliche e delle centrali elettriche durante l’era fascista costituisce un tema di interesse considerevole per le citta e il paesaggio. Inoltre, l’architettura delle centrali riflette molteplici culture progettuali ed e intesa come strumento di comunicazione per l’immagine aziendale. L’assetto del territorio viene segnato profondamente dalle opere idrauliche e dalle dighe. Le realizzazioni di bacini idrici hanno modificato intere aree, creando di fatto un nuovo paesaggio. Un discorso a parte andrebbe fatto per l’impatto sul paesaggio delle linee di trasporto dell’energia elettrica. Un sistema di linee, di tralicci, di reti, di nodi, di scambio (stazioni primarie e secondarie) si dispiega progressivamente sul territorio, avanzando in ogni direzione. Intorno alle citta si localizzano le stazioni di trasformazione, da esse partono le reti di distribuzione che attraversano ogni parte del tessuto urbano. Il trasporto dell’energia ha mutato il paesaggio delle campagne, antropizzandolo, e ha inciso su quello urbano.
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